In mostra a Firenze Tomás Saraceno

Artista visionario e poliedrico, la cui ricerca creativa unisce arte, scienze naturali e sociali, Tomás Saraceno invita a cambiare punto di vista sulla realtà e a entrare in connessione con elementi non umani come polvere, ragni o piante che diventano protagonisti delle sue installazioni e metafore del cosmo.

Le emissioni di carbonio riempiono l’aria, il particolato galleggia nei nostri polmoni, mentre le radiazioni elettromagnetiche avvolgono la terra. Tuttavia è possibile immaginare un’era diversa, l’Aerocene, caratterizzata da una sensibilità proiettata verso una nuova ecologia di comportamento.
Gli ecosistemi devono essere pensati come reti di interazione al cui interno ogni essere vivente si evolve insieme agli altri. Focalizzandoci meno sull’individualità e più sulla reciprocità, possiamo andare oltre la considerazione dei mezzi necessari per controllare l’ambiente e ipotizzare uno sviluppo condiviso del nostro quotidiano.
Lasciamo che la ragnatela ci guidi.
(Tomás Saraceno)

La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e dallo Studio Tomás Saraceno. Con il sostegno di Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze e Fondazione CR Firenze. Con il supporto di Terna. In collaborazione con Manifattura Tabacchi e con la partecipazione di IED.

Fino al 1° novembre 2020

Palazzo Strozzi, Firenze

 

Essere Genuini a Zero kilometri, spesa buona e locale

In 3 righe

Chiara, digital pr, food blogger e social media strategist che da marketing manager in importanti aziende del territorio, ha deciso di conciliare la vita di mamma a quella di lavoratrice, investendo in un personale sogno nel cassetto, quello di rendere il buon cibo facile da reperire per chi lavora tutto il giorno fuori casa e non ha tempo per andare ai mercati.

 

FI so  Genuino Zero, un modo di fare la spesa diverso?

Si, un modo che rende attuale e digitale il vecchio acquisto di prossimità: aiutiamo i piccoli produttori e le botteghe a diventare digitali e rispondere ad una nuova richiesta, quella di coloro che per mancanza di tempo non vogliono rinunciare ad una spesa buona e locale.

FI so  Come trovate e vi assicurate che i prodotti siano genuini?


Le regole per accettare i produttori sono: che siano locali (massimo 50/60km di distanza da Firenze), che provengano da piccole aziende agricole a conduzione familiare (non allevamenti/produzioni intensive), che operino in modo artigianale e non industriale, che siano Bio o, in mancanza di certificazione, che dimostrino di operare in modo del tutto naturale (visitiamo le aziende e valutiamo come operano). Infine, valutiamo la bontà dei prodotti.

FI so  C’è molta ricerca del biologico. I vostri prodotti sono bio o non bio? E perché?

Si, il Bio, per fortuna, sta diventando sempre più ricercato come garanzia di puliziadei prodotti. Alcune aziende hanno la certificazione o sono in corso di conversione, sono aziende che hanno deciso di investire in questo perché è un iter costoso non solo economicamente ma per il tempo che necessita la sua gestione. Per questo, alcune aziende hanno deciso di non avviare la certificazione, pur operando in modo del tutto pulito e naturale. No ci rendiamo conto delle difficoltà che queste piccole realtà possano avere e per questo se ci danno prova di operare in modo biologico di fatto, le inseriamo comunque. La differenza dei prodotti è molto chiara sul sito, quelli BIO sono bene evidenziati di modo che chi acquista possa valutare chiaramente le differenze.

FI so  In cosa è diverso Genuino zero dalle altre forme di acquisti locali online?


Rispetto ad alcuni concorrenti, noi diamo la possibilità di comporre la spesa in base alle reali esigenze, non con box fissi, ma scegliendo singolarmente i prodotti. Abbiamo una gamma molto ampia che copre tutti i prodotti alimentari compresi i freschi, fino ai detergenti per la casa e la persona e qualche prodotto di artigianato legato alla cucina.
Rispetto ad altri concorrenti, noi diamo un maggiore servizio potendo garantire la consegna della spesa a casa o in ufficio in tutta la città grazie ad alla collaborazione con un trasportatore autorizzato ed a norma.

La differenza fondamentale, è però nel modello di business: per noi le attività di community sono importanti quando la vendita di base. Mentre gli attuali concorrenti vendono e basta, noi stiamo investendo molto in eventi, attività, corsi, incontri, visite, tutte azioni per educaread un consumo critico e creare una comunità di consumatori consapevoli. Per far questo stiamo costruendo una rete di collaborazioni con tante realtà locali che condividono con noi questo progetto.

FI so  Avete idee o progetti per il futuro di Genuino Zero?

Certamente si, siamo in continua evoluzione! Anzitutto a breve amplieremo la mappa delle consegne e dei punti di ritiro andando a coprire anche comuni limitrofi come Sesto e Pontassieve. Poi proseguiremo con gli eventi che in primavera aumenteranno anche con visite alle fattorie, corsi di cucina, presentazioni di libri, partecipazione a fieretante cose per far avvicinare il mondo contadinoa quello cittadino

pagina facebook @Genuino.ZeroFirenze

profilo Istagram @Genuino.Zero

#iosonogenuino #genuinopuntozero

www.genuinopuntozero.it

 

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Possiamo salvare il mondo…

Lo yoga ormonale per la salute delle donne

In 3 righe

Federica, 36 anni, ha lavorato per 14 anni nel settore degli eventi e della comunicazione. Ha deciso di cambiare la sua vita ed è diventata prima insegnante di yoga e poi si è specializzata in yoga ormonale per la salute della donna – metodo Dinah Rodrigues.

FI so • Come è entrato nella tua vita lo yoga?

Ho iniziato a fare yoga tanti anni fa, credo più di 10. Dalla prima pratica è stato subito amore a prima vista ma non mi ero mai concessa il lusso di dedicare più tempo allo yoga o all’idea di poterne fare un lavoro. Forse ero troppo presa da quello che mi aspettavo da me stessa e che credevo fosse la mia strada.

Negli ultimi anni ho attraversato dei momenti molto difficili ed è stato naturale dare più spazio allo yoga e alle cose che potevano aiutarmi a stare meglio. Questa volta però ero cresciuta e cambiata e il percorso si è delineato da solo: oggi sono insegnante e sono felice di aver dato retta al mio cuore e aver seguito i miei sogni.

FI so • Ci vuoi parlare dello yoga ormonale? Tutti sorridono quando lo sentono nominare, spieghiamogli che è una cosa seria! 😉

Dovresti vedere come sorridono dopo che l’hanno fatto: ma questa volta sorridono di gioia! Il nome forse non è proprio esaustivo ma in Italia non si può usare la formula “yoga terapia” come invece si fa in altri paesi, riferendosi a pratiche dello yoga che mirano a curare specifiche patologie. Si tratta proprio di questo infatti: è una sequenza specifica di posizioni dello yoga abbinate a delle tecniche di respirazione con cui si va a massaggiare le ghiandole coinvolte nella produzione di alcuni importanti ormoni femminili come estrogeni, progesterone in particolare, riportandoli in equilibrio in maniera completamente naturale, dando grande beneficio a tutto il corpo.

È stato creato dalla oggi 93enne Dinah Rodrigues che ho avuto l’onore di conoscere durante la formazione in Italia. Dinah è psicologa e insegnante di yoga da oltre 40 anni, insegna il metodo dello yoga ormonale da oltre 15 anni in tutto il mondo che ha ideato grazie a lunghe ricerche scientifiche e collaborazioni con importanti ginecologici.

FI so • Per chi è indicato e che consigli daresti a chi vuole iniziare la pratica?

Lo yoga ormonale può essere praticato da tutte le donne di ogni età con piccoli accorgimenti a seconda della situazione specifica di ognuna. Ho studentesse che vanno dai 21 anni, magari con problemi di ciclo irregolare o molto doloroso, fino ai 65. Tutti possono praticarlo anche senza aver mai fatto yoga prima nella vita. Servono solo due cose fondamentali: pazienza e costanza. Pazienza per darsi il tempo di imparare la sequenza che dura solo 20 minuti ma necessita di un po’ di impegno all’inizio per memorizzarla e costanza perché questo metodo funziona se praticato il più possibile, meglio tutti i giorni, ma può andare bene anche 4 volte a settimana.

L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di pensare a questa pratica come un modo per cambiare la propria vita,  per tornare a stare bene, a dormire notti serene (lo yoga ormonale aiuta molto in caso di insonnia) a sentirsi ringiovanite di 15 anni e a prevenire molte patologie e sintomi che affliggono le donne in menopausa: vampate di calore, osteoporosi, perdita dei capelli, pelle secca, metabolismo rallentato…

Lo yoga ormonale è un regalo che ogni donna può fare stessa, non è mai troppo tardi per volersi bene.

FI so • E tu, hai avuto dei benefici con lo yoga ormonale?

Personalmente ho iniziato a sentire i benefici della pratica da subito ritrovando energia ed entusiasmo in un momento molto difficile della mia vita. Ho completamente eliminato i farmaci antidolorifici che prendevo in dosi massicce i primi giorni del ciclo. La mia pelle e miei capelli sono migliorati visibilmente, ho perso qualche chilo, perché lo yoga ormonale aiuta a bilanciare e riattivare il metabolismo. Consiglio questa pratica veramente a tutte le donne che vogliono curarsi in modo completamente naturale!

FI so • C’è un sogno, due sogni, tanti sogni che ci vuoi raccontare?

Tanti sogni, sempre troppi! Ma alcuni si stanno avverando e sono molto contenta. Pensavo da tanto tempo a cambiare vita e fare qualcosa che mi permettesse di aiutare le altre persone, soprattutto le donne, e aver preso la decisione di darmi questa possibilità è davvero un sogno che si avvera. Come diceva il vecchio saggio Lao Tzu “Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo.” E questa decisione è il mio primo passo.

Federica è l’unica (per ora) insegnante di Yoga Ormonale nella città di Firenze. Per chi fosse interessato può contattare l’indirizzo email hello@federicayogalife.com​ per il calendario dei workshop o per fissare lezioni individuali.

 

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La storia di Greta. Non sei troppo piccolo…

Non sei troppo piccolo per fare cose grandi

Per essere una mattina di fine estate a Stoccolma, il 20 agosto 2018 fa incredibilmente caldo in città. E a sentire la TV, negli ultimi mesi le temperature sono state bollenti, forse anche a causa dei numerosi incendi in tutta la Svezia. Quel giorno l’allora quindicenne Greta Thunberg inizia il suo sciopero davanti al palazzo del Parlamento: non si può più aspettare, i politici devono fare qualcosa per salvare l’ambiente. È il primo #fridaysforfuture della storia. Preparatevi a leggere un racconto fatto di speranza, coraggio e determinazione. Questa è la storia vera di Greta Thunberg, ma anche quella di tanti altri ragazzi e ragazze in tutto il mondo disposti a lottare contro il disinteresse dei più grandi, nel nome di un futuro migliore. Perché non si è mai troppo piccoli per fare la differenza. Età di lettura: da 9 anni

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Una delle buone pratiche per ridurre il consumo di plastica monouso è sicuramente la vendita di prodotti sfusi nei (pochi) negozi che vendono ‘alla spina’.

La grande distribuzione

Ma è la grande distribuzione il vero enorme inquinatore dove ogni cosa viene comprata imballata, o messa nella plastica anche alla vendita al banco, il tutto per ragioni di ‘igiene’, dice la legge.
Eppure qualcosa si sta muovendo, e anche in Italia alcuni supermercati Sigma, Economy ed Ecu viene permesso ai clienti di acquistare prodotti freschi al banco con contenitori riutilizzabili portati da casa.
Bruna Lami, AD di Moderna Distribuzione srl, proprietaria dei punti vendita, dopo un primo momento di perplessità e dopo un viaggio a Londra, si è convinta che era possibile mettere in pratica questo modo di fare la spesa anche nei suoi punti vendita:

‘L’idea è nata in risposta a numerose richieste fatte dai nostri clienti agli addetti dei nostri punti vendita di poter utilizzare i propri contenitori per acquistare i prodotti freschi venduti dai nostri banchi di gastronomia, macelleria e pescheria. All’inizio avevo qualche perplessità rispetto al venire incontro a queste richieste. In occasione di un viaggio a Londra ho però visitato le diverse insegne che permettono l’acquisto con contenitori portati da casa e mi sono convinta che potevamo farlo anche noi.  I nostri clienti possono utilizzare propri contenitori trasparenti in vetro o in plastica’

In Europa

Mentre ci sono già esperienze in questo senso attuate all’estero Morrisons e Waitrose nel Regno Unito, Carrefour ( in Spagna , Francia  e in altri paesi) mirate a ridurre il consumo di plastica monouso, questa è la prima iniziativa italiana che merita davvero di avere successo ed estendersi, perché ci permette finalmente di poter acquistare il prodotto senza imballaggio!

Speriamo che questa buona pratica venga adottata anche dagli altri supermercati, se è possibile per alcuni, è possibile per tutti.

Fonte

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Possiamo salvare il mondo…

“Qualcuno si ostina a liquidare i cambiamenti climatici come fake news, ma la gran parte di noi è ben consapevole che se non modifichiamo radicalmente le nostre abitudini l’umanità andrà incontro al rischio dell’estinzione di massa. Lo sappiamo, eppure non riusciamo a crederci. E di conseguenza non riusciamo ad agire. Il problema è che l’emergenza ambientale non è una storia facile da raccontare e, soprattutto, non è una buona storia: non spaventa, non affascina, non coinvolge abbastanza da indurci a cambiare la nostra vita. Per questo rimaniamo indifferenti, o paralizzati: la stessa reazione che suscitò Jan Karski, il «testimone inascolta­to», quando cercò di svelare l’orro­re dell’Olocausto e non fu creduto. In tempo di guerra, veniva chiesto ai cittadini di contribuire allo sforzo bellico: ma qual è il confine tra rinuncia e sacrificio, quando in gioco c’è la nostra sopravvivenza, o la ­sopravvivenza dei nostri figli? E quali sono le rinunce necessarie, adesso, per salvare un mondo ormai trasformato in una immensa fattoria a cielo aperto?
Nel suo nuovo libro, Jonathan Safran Foer mette in campo tutte le sue risorse di scrittore per raccontare, con straordinario impatto emotivo, la crisi climatica che è anche «crisi della nostra capacità di credere», mescolando in modo originalissimo storie di famiglia, ri­cordi personali, episodi biblici, dati scienti­fici rigorosi e suggestioni futuristiche. Un libro unico, che parte dalla volontà di «convincere degli sconosciuti a fare qualcosa» e termina con un messaggio rivolto ai figli, ai quali ciascun genitore – non solo a parole, ma con le proprie scelte – spera di riuscire a insegnare «la differenza tra correre verso la morte, correre per sfuggire alla morte e correre verso la vita». ”
 

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È stato pubblicato sulla rivista BioScience un rapporto firmato da più di 11mila scienziati, di 153 nazioni, dove si dichiara un’effettiva e gravissima emergenza climatica ma anche la loro disponibilità a mettersi a disposizione delle forze politiche per fare i giusti e necessari passi e per assicurare un futuro a noi e alla nostra terra.

“Gli scienziati hanno l’obbligo morale di avvertire chiaramente l’umanità di qualsiasi minaccia catastrofica e di “dirlo così com’è”. Sulla base di questo obbligo dichiariamo, con oltre 11.000 firmatari di scienziati di tutto il mondo, chiaramente e inequivocabilmente che il pianeta Terra sta affrontando un’emergenza climatica.”

Questa è la dichiarazione di William Ripple (Università dell’Oregon), Thomas Newsome (Università di Sydney), e William Moomaw (Università Tufts), sul rapporto “Avvertimento degli scienziati riguardo alla emergenza climatica”, pubblicato sulla rivista Bioscience. Il monito è stato sottoscritto da ben 11258 scienziati e scienziate di 153 nazioni, provenienti da ogni continente.

Già 40 anni fa, scienziati di 50 nazioni si incontrarono alla Prima Conferenza mondiale sul clima (a Ginevra 1979) e concordarono che tendenze allarmanti per il cambiamento climatico rendevano urgentemente necessario agire. Da allora, allarmi simili sono stati fatti: il vertice di Rio del 1992, il protocollo di Kyoto del 1997 e l’accordo di Parigi del 2015, nonché decine di altre assemblee globali e avvertimenti espliciti degli scienziati di progressi insufficienti. Tuttavia, le emissioni di gas serra sono ancora in rapido aumento, con effetti sempre più dannosi sul clima terrestre. Un immenso aumento di scala degli sforzi per conservare la nostra biosfera è necessario per evitare sofferenze indicibili a causa della crisi climatica.

Nonostante 40 anni di negoziati globali sul clima, con poche eccezioni, non abbiamo cambiati sostanzialmente niente. La crisi climatica è arrivata e sta accelerando, è più grave del previsto, minaccia gli ecosistemi naturali e il destino dell’umanità e potrebbe portare a una catastrofica “Terra di serra”, che renderebbe potenzialmente inabitabili vaste aree della Terra.

I 5 punti per ridurre gli effetti del cambiamento climatico

Nel documento, gli scienziati hanno identificato sei passaggi critici e correlati (in nessun ordine particolare) che i governi, le imprese e il resto dell’umanità possono adottare per ridurre gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici:

Settore energetico

Sostituire i combustibili fossili con fonti rinnovabili a basse emissioni, abbandonando gas e petrolio, eliminando i sussidi alle compagnie petrolifere, e imponendo tasse sul carbonio sufficientemente elevate per scoraggiare l’impiego degli idrocarburi.

Inquinanti di breve durata

La riduzione rapida di emissioni di metano, polveri sottili, idrofluorocarburi e altri inquinanti climatici non persistenti. Questo potrebbe ridurre di oltre il 50% la tendenza al riscaldamento globale a breve periodo.

Natura ed ecosistemi

Ripristinare e proteggere ecosistemi come foreste, praterie, torbiere, zone umide e mangrovie e consentire a questi ecosistemi sequestrare l’anidride carbonica atmosferica.

Cibo

Diminuire il consumo di carne, soprattutto rossa, pur mantenendo il consumo globale di prodotti di origine animale ridurrebbe notevolmente le emissioni di metano e altri gas serra, e consentirebbe di utilizzare un maggior numero di coltivazioni per il nostro consumo.

Economia

Convertirsi a una economia carbon-free e abbandonare la ricerca di crescita del PIL e della ricchezza. Sostenere gli ecosistemi e migliorare il benessere umano dando priorità ai bisogni reali e riducendo la disuguaglianza.

Popolazione

La popolazione aumenta di oltre 200.000 persone al giorno. Il documento propone un controllo della crescita per garantire giustizia sociale ed economica a tutti. Esistono politiche comprovate ed efficaci che rafforzano i diritti umani riducendo al contempo i tassi di fertilità e riducendo gli impatti della crescita della popolazione sulle emissioni di GHG e sulla perdita di biodiversità.

Le conclusioni

Siamo incoraggiati da una recente ondata di preoccupazione. Gli enti governativi stanno facendo dichiarazioni di emergenza climatica. Gli studenti si fanno sentire. I movimenti di cittadini chiedono un cambiamento e molti paesi, stati e province, città e imprese stanno rispondendo. Come Alleanza di scienziati mondiali, siamo pronti ad assistere i decisori in una giusta transizione verso un futuro sostenibile ed equo.

E poi ancora:

Sollecitiamo un uso diffuso di segni vitali, che consentirà meglio ai responsabili politici, al settore privato e al pubblico di comprendere l’entità di questa crisi, tenere traccia dei progressi e riallineare le priorità per alleviare i cambiamenti climatici. “

 

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Le alternative alla plastica sono davvero sostenibili?

L’inquinamento da plastica è una delle minacce ambientali più gravi del nostro tempo,  connessa direttamente anche ai cambiamenti climatici attraverso la produzione e lo smaltimento. Entro la fine del 2019 la produzione e l’incenerimento dei rifiuti in plastica sarà responsabile di una quantità di emissioni di anidride carbonica pari a quello di 189 centrali elettriche a carbone.

In questo scenario le aziende hanno iniziato a mettere i commercio prodotti e packaging che definiscono ‘sostenibili’ (carta, plastica biodegradabile, plastica riciclabile). Ma sono davvero una soluzione efficace alla crisi dell’inquinamento da plastica?

La soluzione va trovata in un modello di business non più basato sull’usa e getta, come il riuso, lo sfuso e la ricarica.

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La Botanica di Leonardo

La Botanica di Leonardo. Per una nuova scienza tra Arte e Natura è una mostra ideata e prodotta da Aboca, in collaborazione con il Comune di Firenze.

La mostra approfondisce le riflessioni di Leonardo da Vinci sulle forme e sulle strutture del mondo vegetale sottolineando la sua originale sintesi fra arte e natura e le caratteristiche del suo pensiero scientifico, che possiamo definire “universale” nello studio ampio e organico dei diversi ambiti del sapere.

Dalla fillotassi alla dendrocronologia, gli scritti e i disegni di Leonardo registrano infatti intuizioni di assoluto rilievo nella storia della botanica, generate dal suo acuto spirito di osservazione e dalla sua continua attività sperimentale, che vanno a delineare una visione dinamica della scienza – ricca di implicazioni e riferimenti anche nella contemporaneità.

Dal 13 Settembre al 15 Dicembre al Museo di Santa Maria Novella

Film: Welcome to Sodom

Agbogloshi, Accra è uno dei luoghi più velenosi al mondo. È la più grande discarica di rifiuti elettronici del pianeta. Circa 6.000 donne, uomini e bambini vivono e lavorano qui. La chiamano “Sodoma”. Ogni anno circa 250.000 tonnellate di computer, smartphone, serbatoi di aria condizionata e altri dispositivi provenienti da un mondo lontano, elettrificato e digitalizzato, finiscono qui. Spediti illegalmente in Ghana. Questo è il luogo dove si manifesta la maledizione della follia del consumatore digitale. “Sodoma” è l’epilogo del nostro mondo moderno digitalizzato. E molto probabilmente sarà la destinazione finale del tablet, dello smartphone, del computer che comprerai domani.

FESTIVAL DEI POPOLI

6 Novembre 2019 Cinema La compagnia ore 21

Vivere felici senza plastica

Ormai non ci sono più scuse: bisogna eliminare la plastica. Animali che muoiono soffocati. Un’isola di plastica, grande 3 volte la Francia, che galleggia nel pacifico… non se ne può più. Una mappa dettagliata della situazione e una rassegna completa di tutte le alternative disponibili alla plastica. Questo libro spiega come ognuno di noi può correre ai ripari. In dettaglio: come rendere la casa a prova di plastica dalla cucina al bagno passando per il giardino; come utilizzare materiali alternativi alla plastica vetro, ceramica, bambù…; come abbracciare un’economia locale più rispettosa dell’ambiente e della comunità; come diffondere il verbo «senza plastica» in famiglia, con gli amici, sul lavoro.

 

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“Gli aeroporti di Firenze e Pisa saranno tra i primi scali europei 100% plastic free e all’avanguardia nel recupero delle acque”. Questo è l’annuncio della società di gestione Toscana aeroporti nel corso di una conferenza stampa il 7 ottobre, al Vespucci di Firenze.

Ogni giorno infatti, nei due aeroporti vengono raccolti 150 kg di plastica e vengono buttati oltre 3.000 litri di acqua imbottigliata, il piano ‘plastic free’, che coinvolge dal personale agli esercenti fino ai passeggeri (realizzata allo scopo anche la campagna ‘Non fare lo struzzo’), si svilupperà in 3 macro-fasi tali da rendere l’ambiente 100% plastic free.

Toscana Aeroporti sta provvedendo all’eliminazione della plastica monouso dalle sale vip. E’ stato avviato anche un piano di moral suasion sugli esercizi commerciali affinchè riducano i contenitori di plastica.

Fonte