Tai Chi, l’avversario siamo noi stessi

Alberto Debora

Debora e Alberto, Cheng Ming Firenze

Raccontateci chi siete e la vostra formazione

Alberto: “Ho una formazione clinica, come Psicologo e Psicoterapeuta, e da oltre 30 anni pratico arti marziali. Ho fatto Karate, Kendo e laido (l’arte giapponese della spada); ad un certo punto della mia storia, grazie all’invito di un insegnante, sono approdato agli stili interni cinesi, di cui il Tai Chi fa parte, e sono rimasto folgorato dalla possibilità di costruire un diverso modo di applicare forza in forma morbida ed elastica e di quanto questo mi facesse bene. Ne è nata una pratica costante ed un modo diverso di essere, sia sul piano fisico che psichico che ha cambiato radicalmente la mia vita.”

Debora: “Ho sempre vissuto con curiosità ed un certo dualismo la scelta dei miei interessi e quindi delle mie attività; sono attratta dal mondo artistico tanto quanto da quello scientifico. Alla soglia dei trent’anni scopro così il Tai Chi Chuan insieme al Karate e qualcosa in me scatta: scopro quanto sia possibile lavorare su se stessi, sulla psiche ma anche sul corpo e quanto si influenzino a vicenda; sento animarsi la mia energia e la mia forza; inizio a sentirmi centrata “dentro”, su me stessa, mantenendo attiva l’attenzione al “fuori”, agli altri. Qui l’Arte e la Scienza si fondono fra armonia e bellezza del movimento corporeo, quiete dello spirito e della mente e trova spazio quella affascinante ricerca verso un uso appropriato del nostro corpo.”

Essere centrati ma nello stesso tempo proiettati all’esterno. È quello che vi è successo… 😉

Alberto: “Inutile dirlo… ci siamo conosciuti in palestra. Debora era già insegnante e guardandola ho capito tanto di più di quello che si potesse raggiungere con la pratica, e molto, molto di più… Il resto è la nostra storia insieme, sia come coppia che come colleghi nell’insegnamento.”

Debora: “La passione per il Tai Chi e le Arti Marziali ha condizionato talmente la mia vita che ho scoperto l’Amore all’interno del mio Dojo. Trovo molto bello ed emozionante poter condividere una grande passione con la persona che hai accanto nella vita. Credo sia una fortuna. Con Alberto abbiamo così realizzato un sogno, fondare una nostra associazione dove poter trasmettere ad altri la nostra ricerca personale, insieme.”

Tai Chi

Le arti marziali: una storia curiosa e affascinante. Cosa di quella storia si insegna, si tramanda, durante le lezioni?

“Si entra nel luogo di pratica, inchinandoci in forma di rispetto al luogo che ci accoglierà, poi ci salutiamo inchinandoci, Allievi e Maestri. La Tradizione ci arriva tramite una sentita disciplina ed un profondo rispetto, essenziali per praticare insieme in armonia. L’Allievo ringrazia il proprio Maestro; il Maestro ringrazia l’Allievo che lo ha reso tale.

Le arti marziali vennero lungamente messe al bando come esempio di una tradizione obsoleta, e non interessante per la costruzione di un paese moderno; nella Repubblica Popolare Cinese sono stati persi molti elementi proprio per le “purghe” del primo periodo rivoluzionario. Una parte consistente di questi elementi tradizionali qualitativi, si è invece conservata in quella che è diventata la Repubblica di Taiwan, dove molti Maestri in fuga si sono rifugiati. Il Sistema Zhong Nan che noi insegniamo viene proprio da Taiwan e la Scuola di cui siamo Allievi Interni è la Cheng Ming International.”

Insegnate da anni Tai Chi Chuan e Chi Kung… cosa sono e perché dovrei scegliere l’uno o l’altro?

“Partiamo dal Tai Chi Chuan. Esso ebbe origine come arte marziale in Cina ed è stato uno stile di combattimento rimasto segreto per moltissimi anni. Lentamente però, dal villaggio di origine, si è diffuso ed ha preso la forma di stili diversi fra loro ma sempre accomunati dai principi base che in sintesi consistono nel cambiare il corpo, sciogliendolo, allineandolo, collegando i vari segmenti che lo compongono allo scopo di consentire a tutto il nostro essere fisico e psico-energetico di applicare forza in forma rilassata e armonica rispetto a tutto ciò che è intorno a noi. Il Chi Kung funziona invece sia come disciplina indipendente che integrata al Tai Chi, in entrambi i casi, e con specifici esercizi, costituisce un fondamentale strumento per lo sviluppo energetico e psico-fisico della persona”

Tai Chi

Quindi il Tai Chi è un’ arte marziale… o è una disciplina per il benessere psicofisico?

“Entrambe le cose. Si costruisce il corpo e con l’esercizio sia in movimento che in assetto statico lo si rafforza. Questo fa conseguire benessere e dona energia e tranquillità. Si diventa più forti senza irrigidirsi e si impara ad adattarsi alle condizioni in cui ci si trova, qualità importanti per “combattere” in tutte le possibili accezioni del termine. Nella nostra Scuola si parte dal principio che ognuno di noi ha in se stesso il suo più grande avversario e lavorare per superare questo limite è forse l’elemento chiave di tutto ciò che facciamo.”

Parliamo proprio della vostra Scuola. Cosa la caratterizza?

“Innanzituto proprio il fatto che la Cheng Ming insegna e pratica arti marziali in forma completa e tradizionale e che queste sono organizzate in un vero e proprio Sistema, lo Zhong Nan, che si compone di Chi Kung, Tai Chi, Hsing Yi e Pa Kua, con Forme sia a mani nude che con Armi Tradizionali. Ogni praticante si trova di fronte ad un percorso sinergico ed integrato, una struttura di lavoro concepita per progredire gradualmente, nel rispetto di sé e degli altri. Questo rende il nostro lavoro adatto a tutti, i benefici sono ovviamente sempre proporzionali all’impegno che si mette nella pratica. Il nostro è un sistema molto ricco e i limiti sono solo quelli che ognuno si dà nella possibilità di progredire”

Perché suggerireste il Tai Chi e non lo Yoga, per esempio?

“Non ci piace fare paragoni, e siamo fermamente convinti che entrambe le discipline siano buone e utili per vivere meglio con noi stessi e gli altri. Scegliere una o l’altra è molto un fatto di gusti personali, di cosa si cerca e anche di cosa si trova nell’insegnante e nella scuola a cui ci si rivolge.

Il Tai Chi se insegnato in modo fedele alle sue origini ha ancora una natura profondamente marziale, anche se non lo si usa e pratica primariamente per combattere; questo ambito non è contemplato nello yoga. Il Tai Chi infatti, assume un aspetto molto interessante quando si passa dalla pratica individuale a studiare la pratica in coppia: il Tui Shou (ovvero, le mani che spingono). È un modo di entrare in relazione con l’altro, accettare il contatto e soprattutto il confronto; permette di capire la forza e come usarla, sia la nostra che quella altrui.”

 

CHENG MING FIRENZE

Presso Scuola Villani

via U. della Faggiola, 64

50126 Firenze

Le lezioni si tengono dal Lunedì al Sabato, anche in altre sedi (viale Europa, via Aretina, via del Larione)

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